...LO RACCONTO...
Mi accade.
Si-Si.
Anche se da bambina mi succedeva talmente di frequente, da aver traslocato tutti gli stessi miei anni, in quella dimensione...Dimensione che ha fatto i conti con tanta di quella vita, da spegnersi...lentamente...come la luce di una candela che non si è mai consumata. Oggi...nell'adesso, come ieri...ed anche domani, quella dimensione è lontana da me...Ma è maledettamente dentro. Certo, è spenta. Ma esiste. Scorre nelle vene ed attraversa il mio corpo con la stessa fermezza dell'ossigeno, quando penetra, introduce vita e poi rifugge via...Una dimensione che magari non è, non esiste, ma è così devastante, seppur spenta, da lasciare tracce di struggente malinconia, quando pian-piano scivola...dalla pelle in poi....E' un attimo...forse più...chissà...Ma è lei...la prepotente sensazione inspiegabile, immotivata, improvvisa e travolgente di estrema forza e vita. Mista di estasi e gioia, ottimismo...Ripeto...ingiustificato. Ricordo...quell'infanzia stramba e sudata...eppure...io avevo lei, la mia dimensione, dove ho traslocato.
Anni meravigliosi (dentro)...
Mio padre è sempre stato un amante della musica...fonico....cantante....(e tanto altro in gioventù) era sempre il primo ad acquistare una copia di un album...o di un 45 giri...lo ricordate il caro e vecchio vinile? Li avevamo tutti....Avevamo uno stereo...di quelli che nel 1982 erano considerati di ultima generazione, con la piastra su, il pezzo radio sotto...e sotto ancora, posto al primo piano dell'apposito mobile, il pezzo dove inserire i nastri e dove regolare l'equalizzatore, i bassi ed i suoni....Non ci mancava di certo la cuffia, il microfono...le casse erano alte circa un metro ed io rimanevo ore attaccata con l'orecchio a quei strani cosi con i due cerchi che sbattevano e vibravano a ritmo di musica...ne ero incantata. Quelle casse facevano rimbombare l'anima ed i ritmi mi sbattevano dentro con ferocia, come le onde del mare in tempesta fanno, con gli scogli. Chiudevo gli occhi e sparivo. Io non ero più fatta di carne ed ossa, ma ero qualcosa di astratto che inforcava ogni nota...ero la voce, la melodia, un rif di chitarra, un acuto adagiato tra lo spazio di uno strumento ed un altro. Cosa accadeva? Mentre cantavo ed il mio respiro mutava ribelle, ogni senso che si sviluppava prendendo forma? Terminato il pranzo, mi chiudevo in quel salotto, dove mi attendeva l'amico stereo, la porta segreta della mia dimensione...Indisturbata, inaccessibile, io, chiusa in quella stanza fino all'ora di cena. Tutti i giorni della mia infanzia ed oltre, così...eccetto quando dovevo fare altro.
Ma cosa accadeva?

Si apriva un sipario...ed io ero lì...mettevo in scena sensazioni, emozioni...avevo un palco per ogni melodia...una scenografia, una coreografia...ed un pubblico... Cantavo...danzavo io e danzava l'immaginazione...e sopraggiungeva, innumerevoli volte, quella sensazione di estasi. L' apice inspiegabile, ma talmente tanto che la prima volta che provo a raccontare ciò, mettendo insieme delle parole che possano identificarne l'autentico senso, è questa. Forse a parole adotterei gli stessi termini...o forse mi si strozzerebbe la voce in gola, perchè quella stanza, quella dimensione è ancora dietro quella porta segreta. Ammaliata, rapita. Travolta, imprigionata in me. Credevo che tanta implosione mi avrebbe portata lontano...un giorno...in quello che a quei tempi, per me, era futuro... Ed io immaginavo, progettavo, mi preparavo...Mi preparo da tutta la vita all'implosione ostinata che credevo, senza ombra di dubbio, destinata all'esplosione...al vivere le forme che assumeva quell'onirico viaggio prepotente, invincibile. Già..."invincibile" è questa l'ultima sfumatura che, prima di scivolare sulla pelle ed oltre, restava immobile tra l'anima, la mente ed il cuore. Sentivo il mio contenuto...ancora acerbo che si esibiva in tutte le sue sfere, in tutte le sue espressioni...ancora acerbe? Forse quei brevi e pochi anni mi rendevano tale...ma io mi sentivo già. Afferravo la mia personalità continuamente, dietro i confini di quella porta segreta. Accade ancora. Non ho mai smesso d'implodere ed ahimè, non ho mai iniziato ad esplodere a dovere...come promesso alla vita, alla mia. Ma accade. Ci sono attimi eterni di estasi, d'invincibile e determinata gioia ingiustificata che mi travolge, spiazzandomi. Ancora canto, ancora danzo, ancora creo, m'ispiro, m'intrigo involontariamente in trame che riconosco ma che non conosco...non ho mai toccato. Mi è accaduto oggi, mi accade ogni volta che qualcosa mi emoziona, anche se ormai è raro ed i riflettori sono spenti e disillusi. Mi accade, con scenari diversi, ogni volta che cantando, scorgo il paradiso, ogni volta che ascoltando melodie vibro ed ogni volta che danzando, attraverso le fiamme dell'inferno... Torno a casa...in quella dimensione e varco ancora, la soglia della porta segreta.
Sono fievoli attimi, ma accade.
A volte, anche senza melodia, in assenza di voci e movenze, anche senza il sipario, senza nulla, nel silenzio assordante, l'inatteso istante d'estasi...mi pervade...e...
PUFF!
Io scompaio...
...e tutto ri-Accade...